Domenica pomeriggio, in un momento di calma nella sezione, si discuteva con i pochi presenti sul compenso ridicolo che spetta al collegio elettorale. Un rappresentante di lista, con la faccia più schifata del mondo ha detto: "Oddio! Con quei soldi non potete comprarvi nemmeno un paio di Hogan!" Io, contrariamente al mio solito, non l'ho degnato nemmeno di una risposta e penso che, la faccia disgustata con la quale l'ho guardato, sia stata più tagliente ed efficace di qualsiasi tipo ti commento dei miei che avevo comunque lì a portata di lingua.
Credo anche che la scritta lampeggiante che passava nel frattempo sulla mia fronte -scritta che recitava più o meno così: MA QUANTO SEI STRONZO!- palesasse inequivocabilmente ciò che dalla mia boccuccia di rosa non è uscito.
Sono o non sono indiscutibilmente una signora di gran classe?
Erano anni che non passavo serate così. Erano anni che non stavo così bene tra amici. I miei Amici.
Ritrovarsi sotto il portone, sedersi in macchina a parlare per ore di tutto e di niente, riscoprirsi reciprocamente felici di stare insieme a far niente.
Se niente è bere una birra, mangiare rosticceria in macchina, ridere quando uno di noi puntualmente si sbrodola tutto il sughetto sui jeans, ringraziare coralmente Iddio che non si sia sporcato il sedile, vedere la tua amica che passata la mezzanotte -cascasse il mondo!- si accascia addormentata, passare il resto della serata a tormentarla affinchè si svegli, scegliere un giorno la settimana per passare in sala prove a sentire il tuo amico batterista e il tuo amico cantate che cantano cover dei Litfiba, dare loro consigli su questo e su quello, constatare ogni volta un pò di più che son bravi ma bravi davvero, dirglielo e vederli sorridere, sapere che il tuo amico vuole davvero venirti a vedere una sera in piscina e che se fino ad adesso non lo ha ancora fatto è perchè il caldo proprio non lo sopporta, sapere che tanto prima o poi stringerà i denti e verrà a vederti sul serio...
Oggi mi sento così, oggi mi sento di ringraziarvi e vi chiedo perdono se ogni tanto faccio l'acida....voi sapete bene che non lo sono, voi sapete bene che fondamentalmente sono buona e che, anche se me ne guardo bene dal dimostrarlo con effusioni e smancerie, vi voglio bene davvero.
Mezz'ora fa. Casa della nonna. Il nonno è un pò di giorni che non sta bene, è a letto, si lamenta continuamente; la nonna è ai limiti della sopportazione.
Nonno: Ohimmena Matonna mia, ohimmena Matonna mia...sta mueru! Sta mueru!
Nonna: Fatte capace ca tantu, tutti imu murire...puru tie! E tie, si bbecchiu!
Io direi che è il caso di non tradurre, perderebbe di verve...tanto il dialetto salentino non è difficile da comprendere.
Oggi è il mio compleanno. Il mio trentesimo compleanno.
Giorno di bilanci, giorno di elenchi di cose fatte, di cose non fatte, di cose da fare.
Da piccola avevo deciso che mi sarei sposata entro i 30 anni, avrei avuto anche un paio di figli.
Credevo, all'epoca, che a 30 anni una donna fosse già in ritardo per tutto; sono in ritardo cronico, quindi? Il matrimonio non c'è stato, i figli nemmeno, il lavoro è momentaneamente assente non giustificato, eppure...
...eppure io mi sento a posto e con un tempismo perfetto. Ora ho deciso che nella vita c'è un tempo per tutto, c'è un momento per ogni cosa e che nulla avviene per caso...
ho appena ricevuto un fascio di fiori stupendo dal mio amato S., ho ricevuto un bacio -quello di mia madre- quindi il bacio, mio padre ha detto che la sua mona nini è stata la prima cosa buona che ha fatto nella sua vita, mio fratello ha detto che sì, sono insopportabile, ma che mi avrebbe inventata lui se non ci fossi stata, le mia Amiche mi hanno fatto gli auguri già alle 8 di stamattina, la mia futura suocera ha detto che per suo figlio non poteva desiderare compagna migliore...che dovrei chiedere di più? Cosa debbo aspettarmi ancora dalla vita? Non è già tutto qui quello che una donna di trentanni può desiderare?
Buon compleanno Simo....
Ieri sera, seratona! Roba che Paris Hilton, al confronto, pare un'educanda del sacro ordine delle Clarisse che va a letto alle 18:30 dopo i vespri.
Comunque.
Rientro a casa dopo una passeggiata pomeridiana al mare; ore 19, circa.
Fulminea introduzione di me medesima in un fantasmagorico pigiamone fuxia con mucca ricamata sulla tetta destra, ciabatte rosa a cuoricini, cena con piadina condita con tutta la flora e la fauna reperita in casa, lavaggio denti, pipì, assalto a letto e telecomando e...
....QUESTA E' LA MIA TERRA -Ventanni dopo-
Vi prego, ditemi che non devo tentare il suicidio.
Voglio un figlio.
Meglio se femmina.
Ho perso l'interesse per voi, care "amiche". E, ve lo posso assicuare, l'indifferenza è peggio di qualsiasi antipatia, odio e affini che un individuo possa provare nei confronti di un altro.
Nulla, nulla di peggio dell'aver avuto bisogno di voi e non avervi trovate. Manco a cercarvi col lanternino in una stanza di 2mX2m vuota.
Lontane e sgignazzanti...perchè tanto la Simo risolve da sola, perchè tanto la Simo sorride e quindi si è ripresa, perchè tanto la Simo c'ha l'altra amica.... quella che a noi ci sta di un antipatico...che se la veda da sola, lei e quella snob fanatica della sua nuova amica laureata. Che ce ne fotte a noi?
Voi non avete capito un cazzo, mie care.
Voi non avete minimamente idea dell'entità della delusione che ho provato quando vi ho perso; anzi, quando VOI avete voluto che vi perdessi. Perchè, guarda un pò -strano eh- io vi volevo bene sul serio. E ve ne voglio ancora, cazzo! Ma la delusione, la delusione è stata troppo grande.
Più grande, ora, della voglia che avevo di riconquistarvi, più grande della forza che ho avuto per chiudere gli occhi e sopradessere al vostro evidente, inspiegabile e premeditato piano di abbandono.
Un'amica non ti chiede di scegliere.
Un'amica non ti abbandona.
Un'amica ti asciuga le lacrime non ti aiuta a versarne di più.
Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color."
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a Campana"
Noi che facevamo "Palla Avvelenata" e "Un, due, tre...stella!"
Noi che giocavamo a "nascondino" e c'avevamo sempre il posto segreto dove nessuno ci avrebbe trovati mai.
Noi che uscendo dal posto segreto "liberavamo tutti".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini".
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se, dopo averli accarezzati, ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
Noi che i termometri li rompevamo e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella...
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose e città (e la città con
Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
Noi che giocavamo per ore a rubamazzetto con le carte.
Noi che se le cassette se le mangiava il mangianastri, ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!
Noi che litigavamo su chi fosse più bello tra Antony e Terence (Terence, ovvio...)
Noi che guardavamo "
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che si andava a messa (e al catechismo) se no erano guai.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che aspettavi una settimana dietro la porta del fotografo per vedere le foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca-Cola con l'albero.
Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno al mare si poteva fare solo dopo le 5.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli. E tornavamo da soli. A piedi.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che aspettavamo trepidanti le "storie mensili" su Topolino.
Noi che internet non esisteva ... e nemmeno il computer ...
Noi che però sappiamo a memoria "Zoff -Gentile -Bergomi -Cabrini - Oriali -Collovati -Scirea -Conti -Tardelli -Rossi -Antognoni- Graziani (allenatore Bearzot)".
Noi che quando adesso rivediamo l'urlo di Tardelli ancora ci emozioniamo come la prima volta.
Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella... "fai merenda con Girella".
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che si andava all'oratorio a giocare a biliardino.
Noi che le prime gite le abbiamo fatte con l'oratorio.
Noi che c'era sempre qualcuno del gruppo che suonava la chitarra.
Noi che sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
Noi che per tutti Fonzie era un mito e i juke box funzionavano a colpi
Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween.
Che fortuna, vero amici!?
Oggi è il compleanno di mia nonna, compie 83 anni.
Le ho portato in dono, stamattina, una pianta di ciclamino. La sua preferita.
Sono entrata in casa, era intenta a rifare il letto.
Le sono arrivata zitta zitta alle spalle e le ho portato la pianta davanti il volto.
Lei non si è spaventata, ha capito subito e si è girata guardandomi
con una strana lucetta negli occhi….prima di prendere la pianta ha aperto
le sue braccine morbide e mi ha offerto uno dei suoi abbracci più belli,
uno come quelli di quando ero piccola, che mi sollevava con vigore da terra
per strapazzarmi di coccole. Era commossa, tanto.
Con un pizzicorìo alla gola mi ha detto:
*“Fija mia, grazie cu tuttu lu core e l’annu sci ene,
se lu Signore ole cu stau ancora a quai, cu ‘mme nusci l’aura.”
Lei è straordinaria; dice ad ogni ricorrenza la stessa frase e, da che ho memoria,
ogni anno arriva e la trova ad attenderci con le braccia tese
e con quella strana luce negli occhi.
Credo sia un modo, il suo, per non pensare alla morte
o, forse, per attenderla più serenamente.
*(Figlia mia, grazie con tutto il cuore e l'anno prossimo, se il Signore vuole che sia ancora qui, mi auguro di poterne ricevere un'altra).