La mia suoneria per messaggini è un gorgoglìo d’acqua; la cosa più carina che m’hanno detto a proposito di tale suoneria è che sembra una pisciata. Senza contare, naturalmente, i vari sciacquone del cesso, rubinetto che perde, etc etc.
Stamattina mi giunge un messaggio, il gorgoglio gorgheggia prepotente…la mia Ely mi dice estasiata: “Che bella Simo! Sembra il bastone della pioggia.”
Per la prima volta qualcuno m’aveva detto non la solita cosa scontata, ma qualcosa di inusuale, di nuovo.
Sono rimasta folgorata….la prima cosa a cui ha pensato la Ely è stata il bastone della pioggia, non pisciate et simili, ma pioggia. Semplicemente pioggia.
L'unica persona che abbia colto nel segno il significato reale di quel gorgoglio.
E' pioggia. Tutto qui.
Perchè ci si complica tanto la vita, mi domando?
Perchè tendenzialmente, di ogni cosa, andiamo cercando solo la spiegazione più "comoda"?
Pochi di noi vanno a fondo, pochi di noi superano il primo impatto evitando accuratamente di scendere all'essenza vera delle cose.
Era pioggia....è pioggia! E su cento persone solo una ha centrato il cuore di tutto.
La cosa mi sconvolge.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Perché, oggi, mi sento un po’ così
…sola…e…mi manca…
Le ho viste scendere dal furgoncino, scaricate come tre sacchi dell’immondizia.
Lì, nel viottolo di campagna che costeggia la provinciale.
In un caldo e inconsueto sole di metà settembre, vestite di pantaloncino e top,
alte, nere, statuarie, bellissime, succinte e…. stanche.
Stanche di camminare su e giù sotto il sole cocente d’estate e nel freddo glaciale d’inverno, stanche di scendere giù da un furgone di corsa e di soppiatto come ladre,
senza una parola, senza un gesto, senza un fiato che possa rammentare loro di essere ancora donne, di essere ancora essere umani, di avere ancora dignità e coraggio e cuore e volontà.
Una scena da film, uno dei peggiori della serie; una scena che mi sarei volentieri risparmiata.
Le ho viste già in strada, le ho viste salire nelle macchine “pronte all’uso”, le ho viste avvicinarsi ai finestrini e “proporre la merce”, ma mai le avevo viste scaricate sul posto come cani abbandonati.
Fa male, ti turba, è aberrante e non si dimentica.
La mia bambina più piccola pretendeva che le
leggessi una favola ogni sera prima di andare a dormire.
Un giorno mi venne l’idea di acquistare una serie
di audiocassette con delle fiabe già registrate.
La bimbetta imparò a far funzionare il registratore
e tutto andò bene per qualche giorno, finchè
una sera non mi cacciò in mano un libro di fiabe.
“Ma cara”, dissi, “lo sai come si accende il registratore”.
“Sì, ma non posso sedermici in braccio!”, rispose la bambina.
Le persone contano. Non le cose…
Un giorno un principe chiamò a corte un mercante di cavalli, che porto due magnifici destrieri e li offrì in vendita. I due animali erano simili: giovani , robusti e ben fatti, ma il mercante chiedeva per uno il prezzo doppio di quello dell’altro. Il principe chiamò i suoi cortigiani e disse: “Regalerò entrambi questi magnifici puledri a colui che mi saprà spiegare perché uno vale il doppio dell’altro”. I cortigiani si fecero intorno ai due cavalli osservandoli ben bene, ma non scoprirono alcuna differenza fra i due animali che giustificasse un prezzo così diverso. “Visto che non comprendete la differenza fra i due cavalli, sarà meglio provarli, così potrete vedere più chiaramente perché hanno un valore tanto diverso l’uno dall’altro”. Li fece montare da due fantini e li fece girare alcune volte intorno al cortile del palazzo. Nemmeno dopo questa prova i cortigiani riuscirono a capire la differenza di valore fra i due cavalli e allora il principe spiegò: ”Avrete certamente notato che mentre correvano uno dei due non lasciava quasi traccia di polvere dietro di sé, mentre dietro all’altro la polvere si sollevava grossa come nuvole. E’ per questo che il primo ha un valore doppio dell’altro,
perché fa il suo dovere senza sollevare tanta polvere”.
Ma nella nostra società fa carriera chi alza più polvere....