My Aquarius

La vita vista da una bolla di vetro *dal 23 novembre 2006*
mercoledì, 26 marzo 2008

Ma che sogno la notte, io?

Nec Recisa Recedit

E' da stamattina appena sveglia che c'ho in testa 'sta frase. Mi chiedo: perchè? Ma soprattutto: che caspita ho sognato stanotte, le Fiamme gialle?!

O___o

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giovedì, 06 marzo 2008

Può darsi.

Può darsi sia un periodo passeggero, può darsi sia scarsità di argomenti, può darsi sia la stagione di transito, può darsi che è un pò di tempo che mi sento "un pò così", può darsi mi manchi troppo S., può darsi abbia solo una voglia matta che sia presto il 18 marzo, può darsi abbia solo una necessità impellente di prendere quel volo e di atterrare tra le sue braccia, può darsi mi manchi il fiato al solo pensiero di questi tre giorni soli io e lui, senza pensieri, senza scocciatori, senza blog, senza orari, senza stagione, senza tempo: solo io, S. e la meravigliosa città che lo tiene stretto a sè e pare non voglia più restituirmelo.

Può darsi siano tutte queste cose a bloccarmi e a impedirmi di pensare a niente altro...blog incluso.

Mi capite, vero?

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martedì, 12 febbraio 2008

Abbasso il freddo!

Sono stufa di sentire freddo! Non lo sopporto! Preferisco il caldo. Non ne posso più di dolcevita, sciarpe, guanti, cappellini, calzettoni della nonna, piumini, plaid, scarpe da notte, giacchine di lana, tutone da casa in pail, pigiamoni in flanella pesantissimi,....basta! Ma quand'è che arriva l'estate? Quella stupenda, meravigliosa, inimitabile, appagante, sublime sensazione di benessere che ti da solo il vestirti in meno di un minuto?

SWISS...un vestitino, infradito e via... di corsa verso il sole, il caldo.... aaaaaaaaaaah....se solo ci penso mi sciolgo come un cornetto gustato sotto l'ombrellone sul bagnasciuga a 35°C.

Aiutatemi!

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sabato, 12 gennaio 2008

Parcheggi.

Ho perso l'interesse per voi, care "amiche". E, ve lo posso assicuare, l'indifferenza è peggio di qualsiasi antipatia, odio e affini che un individuo possa provare nei confronti di un altro.

Nulla, nulla di peggio dell'aver avuto bisogno di voi e non avervi trovate. Manco a cercarvi col lanternino in una stanza di 2mX2m vuota.

Lontane e sgignazzanti...perchè tanto la Simo risolve da sola, perchè tanto la Simo sorride e quindi si è ripresa, perchè tanto la Simo c'ha l'altra amica.... quella che a noi ci sta di un antipatico...che se la veda da sola, lei e quella snob fanatica della sua nuova amica laureata. Che ce ne fotte a noi? 

Voi non avete capito un cazzo, mie care.

Voi non avete minimamente idea dell'entità della delusione che ho provato quando vi ho perso;  anzi, quando VOI avete voluto che vi perdessi. Perchè, guarda un pò -strano eh- io vi volevo bene sul serio. E ve ne voglio ancora, cazzo! Ma la delusione, la delusione è stata troppo grande. 

Più grande, ora, della voglia che avevo di riconquistarvi, più grande della forza che ho avuto per chiudere gli occhi e sopradessere al vostro evidente, inspiegabile e premeditato piano di abbandono.

Un'amica non ti chiede di scegliere.

Un'amica non ti abbandona.

Un'amica ti asciuga le lacrime non ti aiuta a versarne di più.

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giovedì, 06 dicembre 2007

Il buongiorno si vede dal mattino.

Oggi è una di quelle giornate, in cui, ti incazzi come una bestia pure se ti dicono che sei la donna più bella del mondo!

Non chiedetemi perchè, non chiedetemi percome....chè non lo so nemmeno io!

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giovedì, 08 novembre 2007

Noi che... (malinconie dell'infanzia).

Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color."

Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a Campana"

Noi che facevamo "Palla Avvelenata" e "Un, due, tre...stella!"

Noi che giocavamo a "nascondino" e c'avevamo sempre il posto segreto dove nessuno ci avrebbe trovati mai.

Noi che uscendo dal posto segreto "liberavamo tutti".
 
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento". 
 
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini".

Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
 
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.

Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".
 
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.

Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
 
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
 
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.

Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.

Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se, dopo averli accarezzati, ci mettevamo le dita in bocca.
 

Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.
 
Noi che i termometri li rompevamo e le palline di mercurio giravano per tutta casa.
 
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella...

Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
 
Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.

Noi che giocavamo a Forza 4.
 
Noi che giocavamo a nomi, cose e città (e la città con la D era sempre Domodossola).

Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.

Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".
 
Noi che giocavamo per ore a rubamazzetto con le carte.
 
Noi che se le cassette se le mangiava il mangianastri, ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
 
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
 
Noi che avevamo i cartoni animati belli!
 
Noi che litigavamo su chi fosse più bello tra Antony e Terence (Terence, ovvio...)

Noi che guardavamo "La casa nella prateria" anche se metteva tristezza.
 
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.

Noi che alla messa ridevamo di continuo.
 
Noi che si andava a messa (e al catechismo) se no erano guai.

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
 
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
 
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
 
Noi che si andava in cabina a telefonare.
 
Noi che aspettavi una settimana dietro la porta del fotografo per vedere le foto.
 
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca-Cola con l'albero.

Noi che le palline di Natale erano di vetro e si rompevano.
 
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti,  i nostri compagni di classe.
 
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
 
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.

Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
 
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
 
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

Noi che il bagno al mare si poteva fare solo dopo le 5.
 
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.

Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli. E tornavamo da soli. A piedi.
 
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
 
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
 
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
 
Noi che aspettavamo trepidanti le "storie mensili" su Topolino.
 
Noi che internet non esisteva ... e nemmeno il computer ...
 
Noi che però sappiamo a memoria "Zoff -Gentile -Bergomi -Cabrini - Oriali -Collovati -Scirea -Conti -Tardelli -Rossi -Antognoni- Graziani (allenatore  Bearzot)".

Noi che quando  adesso rivediamo l'urlo di Tardelli ancora ci emozioniamo come la prima volta.

Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
 
Noi che compravamo le uova sfuse e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.
 
Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella... "fai merenda con Girella".

Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che si andava all'oratorio a giocare a biliardino.
 
Noi che le prime gite le abbiamo fatte con l'oratorio.

Noi che c'era sempre qualcuno del gruppo che suonava la chitarra.
 
Noi che sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
 
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
 
Noi che per tutti Fonzie era un mito e i juke box funzionavano a colpi

Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween.
 
                                     Che fortuna, vero amici!?

 

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venerdì, 12 ottobre 2007

Peccato capitale.

Torno or ora da casa della mia amica S., che si è sposata il 29 settembre. Sono andata a vedere il suo nuovo nido d'amore e mi ha fatto tanto strano dover suonare ad un altro campanello, non trovare sua madre che mi dice "sali, ti chiamo S., è di la che studia", non vedere suo fratello che trotterella per casa mentre ci prendiamo il caffè, non sentirla più parlare "del mio ragazzo"  ma "di mio marito". E' la prima del gruppo che si sposa. Ho guardato la sua casa arredata tutta di suo gusto, con i mobili cha ancora odorano di nuovo, con i nostri regali sparsi qua è là, con le tende nuove, il divano immacolato e il lettone matrimoniale...e, per la prima volta in quindici anni di conoscenza, lo invidiata. Mi sono chiesta: "Ma quando cacchio toccherà a me?"  Mio nonno mi risponderebbe con uno dei suoi proverbi: "Fija mia, ogne santu rria la festa soa". Che tradotto sarebbe più o meno così: figlia mia, per ogni santo arriva il giorno in cui lo si festeggia. Il nonno ha ragione ma io, oggi pomeriggio, ho un nodo in gola tremendo e un'invidia mai provata prima.

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lunedì, 08 ottobre 2007

Son cose che vanno dette per tempo.

Mi ci ha fatto pensare un post scritto da sw4n. Alla morte, dico. Alla MIA morte. A volte mi fermo a pensare a come sarebbe il giorno del mio funerale, alla gente che (forse) piange e ai canti che le mie amiche del coro intonerebbero durante la funzione. Chissà se sceglierebbero i miei preferiti o se si soffermerebbero sui loro gusti personali. Se fossi cosciente di me, al momento della sepoltura, chiederei di non mettermi troppo in basso, né troppo in alto. Una via di mezzo va bene, così, giusto per agevolare chi verrà (forse) a farmi visita. Non vorrei mai una cappella privata, odio stare sola e mi piace “fare conversazione”. Sulla mia lapide vorrei solo piante grasse, la mia passione. Magari qualcuna tolta alla mia collezione. La mia preferita, magari. Mi piacerebbe che i vivi che mi hanno conosciuto e amato si ricordino delle mie passioni, di ciò che mi piaceva da viva e che ne tengano conto per abbellirmi da morta. Una paura mi attanaglia ogni volta che ci penso, quella del buio e dei luoghi angusti. E una bara mi pare che rientri a pennello nella categoria. Che fare dunque? Farmi cremare no, la mia fede non me lo consente; forse potrei lasciare un testamento e chiedere, gentilmente e, se possibile, di farmi stare un po’ più  larghetta e illuminata. Chissà se davvero mi accontenterebbero. La foto sulla lapide ha un’importanza particolare, per me. Vorrei che se ne scegliesse una in cui sorrido felice, uno dei miei sorrisi migliori, uno di quelli da indurre chi lo guarda a sorridere di rimando. Non voglio che chi viene trovarmi mi trovi seria o pensierosa o, peggio ancora, triste. Sorrido tanto da viva, perché fermarmi da morta?

Ecco, ogni tanto penso a tutto questo e poi mi domando e dico: ” Ma Simona, a 29 anni, non hai cose più allegre a cui pensare?"

 

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lunedì, 27 agosto 2007

Rientri.

Tutto rientra, pian piano, nella normalità.

Mio fratello riparte, lasciandomi libero accesso “alla stanza dei bottoni”.

Mon amour riparte, lasciandomi sola a pensarlo nostalgica.

Fuori c’è una fresca tramontana, come non se ne vedeva da mesi;

e, proprio oggi, mi sono scoperta a pensare che l’estate sta finendo.

Sì, fa ancora tanto caldo e non accenna ad attenuarsi.

Ma a me, oggi, sembra che l’estate sia proprio finita.

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mercoledì, 25 luglio 2007

Mi cospargo il capo di cenere.

Latito, latito da giorni ormai. Lo so.

Ma, succede anche a voi di essere a corto di idee da postare?

E’ il caldo asfissiante che annebbia il cervello?

Sono a casa sempre meno? Troppo mare?

Boh….per il momento, comunque, chiedo venia

e facendo appello alla vostra pazienza, vi supplico di non abbandonarmi.

 

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