1. Ho un dolore boia al ginocchio destro da una settimana.
2. Per il momento non ho la benchè minima intenzione di andare da un ortopedico.
3. Il solo pensiero che mi farà fare una risonanza magnetica mi agita come il Super Faust prima dell'uso.
4. Domani comincia la mia avventura da scrutatrice.
5. Credo che mi annoierò come una particella di sodio in acqua Lete.
6. Il fatto che mi annoierò mi fa talmente incazzare che al confronto Hulk pare l'Arcangelo Gabriele.
-Per il momento mi pare tutto. A risentirci, in caso di mie nuove.-
La valigia è pronta, il biglietto è in borsa, ho preso tutto.
Ci rivediamo qui tra qualche giorno...voi pensatemi, eh!?
Amore, sto arrivando.
Tramite mie personali e segretissime indagini ho scoperto che esistete, miei cari ed affezionati visitatori nascosti…e siete pure tanti! Passate da qui regolarmente, vi trattenete qualche minuto, spulciate il mio Aquario e scappate senza dir niente…ma io ora SO che ci siete!
Perciò vi chiedo, ogni tanto che ne direste di “delurkizzarvi”?
Su, da bravi, mettetevi in fila e dite una alla volta il vostro nome.
Fatelo almeno in nome degli auguri natalizi che v’ho mandato in tempi non sospetti!
La Simo, sentitamente ringrazia e….apprezza!
Dopo una lunga e dura selezione, dopo un'estenuante altalena tra questo e quel nome, ho finalmente deciso. I nomi delle mie due piccole tartarughe, intendo.
Memore della mia antica fissazione per l'augusta coppia imperiale (d'Austria), ho optato per -udite udite!-:
Franz e Sissi.
Dite, non sono un amore di nomi?
Un figlio, ovviamente, non è arrivato. D'altronde me l'aspettavo, considerato il non trascurabile fatto che di concepimento per opera dello Spirito Santo ce n'è stato solo uno nella storia. In compenso, però, ieri sono arrivate loro.
Non le ho concepite io, intendiamoci! E non so nemmeno se siano due maschi o due femmine o un maschio e una femmina.
Mi piace l'idea che siano un bimbo e una bimba, perciò mi darete una mano a trovarli due nomi, vero?
(miao miao, ptciù ptciù, occhietti languidi, battito di ciglia ad effetto, sorriso ruffiano da manuale)
Ebbene sì, ora anch'io posso dirlo, raccontarlo ai posteri.
Il mio primo terremoto.
Ore 6:20 (circa) del mattino. I vetri della porta della mia camera iniziano a vibrare. Lo fanno solo quando il mio vicino tira fuori l'auto dal garage. Vibrano per parecchio tempo, io ho tutto il tempo di svegliarmi e di realizzare che 'sto vicino è proprio stronzo....ma quanto cazzo ci mette a uscire 'sta cazzo di macchina? Ha intenzione di mandarmi in frantumi i vetri? E, soprattutto, deve per forza svegliarmi all'alba anche la domenica mattina? Ecchecacchio!
Mentre mi rigiro incazzatissima tra le lenzuola e la mia mente, nel frattempo, si produceva febbrilmente nelle congetture di alto spessore intellettuale sopra indicate, il mio letto comincia a tremare. Un tremolìo costante, ritmico, per circa 5/6 secondi . Avanti e indietro, avanti e indietro, così per 5/6 interminabili secondi in cui la sottoscritta è rimasta bloccata a pancia all'aria con le mani incrociate sul ventre (pronta al trapasso, suppongo) e con gli occhi sbarrati nel buio.
E mica ho subito pensato al terremoto, intendiamoci. L'ho realizzato solo dopo che mio fratello è apparso in mutande e con la maglietta del Lecce (d'altronde, signori si nasce) sulla porta di camera mia, mi ha acceso la luce è mi ha detto candidamente: "Simo, il terremoto, sentito?".
Il terremoto, il terremoto, il terremoto!?
E che si dice così...come se niente fosse....io ancora c'ho l'infarto, se ci penso!
Oggi non ci sono per nessuno. Stop.
E' arrivato mon amour. Stop.
Passerò l'intera giornata a sbaciucchiarlo. Stop.
La serata a tr.........vabbè, avete capito. Stop.