Oggi è il compleanno di mia nonna, compie 83 anni.
Le ho portato in dono, stamattina, una pianta di ciclamino. La sua preferita.
Sono entrata in casa, era intenta a rifare il letto.
Le sono arrivata zitta zitta alle spalle e le ho portato la pianta davanti il volto.
Lei non si è spaventata, ha capito subito e si è girata guardandomi
con una strana lucetta negli occhi….prima di prendere la pianta ha aperto
le sue braccine morbide e mi ha offerto uno dei suoi abbracci più belli,
uno come quelli di quando ero piccola, che mi sollevava con vigore da terra
per strapazzarmi di coccole. Era commossa, tanto.
Con un pizzicorìo alla gola mi ha detto:
*“Fija mia, grazie cu tuttu lu core e l’annu sci ene,
se lu Signore ole cu stau ancora a quai, cu ‘mme nusci l’aura.”
Lei è straordinaria; dice ad ogni ricorrenza la stessa frase e, da che ho memoria,
ogni anno arriva e la trova ad attenderci con le braccia tese
e con quella strana luce negli occhi.
Credo sia un modo, il suo, per non pensare alla morte
o, forse, per attenderla più serenamente.
*(Figlia mia, grazie con tutto il cuore e l'anno prossimo, se il Signore vuole che sia ancora qui, mi auguro di poterne ricevere un'altra).
