Che faccio? La mangio?!

Del resto, come si dice, la sicurezza non è mai troppa!

Il vostro ufficio a portata di mano. Niente file ma, soprattutto, niente noisi e lunghi iter burocratici!
Questa sera parto per fare il fine settimana fuori.
Vado a trovare mon amour. Sono MOOOOOLTO contenta, in verità.
Bacini bacetti a profusione, lo giuro!
P.S. per Ely:
Se sei da quelle parti chiamami, magari riusciamo a vederci.
Cioè, faremo DI TUTTO per vederci, ovviamente!
(Io riparto da lì lunedì mattina).
Ieri sera, dopo le prove del coro.
Io e N. parliamo da sole (di cose nostre),
un po’ in disparte dal gruppo.
Sento dietro di me la presenza di qualcuno;
è S., che per l’ennesima volta si è posto
in ascolto di una conversazione palesemente privata.
Esasperata mi giro e dico:
“Hai intenzione di seguire tutto tutto il discorso
o qualche virgola pensi di poterla saltare?
No, dimmelo così, in caso,
parlo più lentamente e ti agevolo l’apprendimento!”
S. si è allontanato a testa bassa e paonazzo.
E che cavolo!!!
Avrà capito che è il caso di farsi gli affari suoi, in futuro?
Ma quei numeri assurdi a fianco la data dei post, li vedo solo io?
E l’orario sballato?
Se no, qualcuno sa darmi una spiegazione?
Che senso hanno i cartelli stradali
che indicano "tutte le direzioni"?
Le ho viste scendere dal furgoncino, scaricate come tre sacchi dell’immondizia.
Lì, nel viottolo di campagna che costeggia la provinciale.
In un caldo e inconsueto sole di metà settembre, vestite di pantaloncino e top,
alte, nere, statuarie, bellissime, succinte e…. stanche.
Stanche di camminare su e giù sotto il sole cocente d’estate e nel freddo glaciale d’inverno, stanche di scendere giù da un furgone di corsa e di soppiatto come ladre,
senza una parola, senza un gesto, senza un fiato che possa rammentare loro di essere ancora donne, di essere ancora essere umani, di avere ancora dignità e coraggio e cuore e volontà.
Una scena da film, uno dei peggiori della serie; una scena che mi sarei volentieri risparmiata.
Le ho viste già in strada, le ho viste salire nelle macchine “pronte all’uso”, le ho viste avvicinarsi ai finestrini e “proporre la merce”, ma mai le avevo viste scaricate sul posto come cani abbandonati.
Fa male, ti turba, è aberrante e non si dimentica.
E’ ufficiale: non farò mai più programmi che
vadano più in la di una settimana.
Ho appena saputo una notizia che mi scombina
un progetto grosso che avevo per l’anno prossimo.
Ecchecacchio, ma com’è che c’è sempre
un impiccio che mi manda sempre tutto in pappa?
Sono molto arrabbiata.
Incazzata! E' più appropriato.
Dopo sette mesi, stasera, piove.
E’ bello sentire quell’odore tipico della pioggia,
è bello vedere il cielo plumbeo accendersi sotto i lampi,
è bello vedere l'acqua attraverso i lampioni,
è bello vederla schizzare sull'asfalto grigio.
E il lento scorrere delle fiumane per strada
e le gocce sul parabrezza
e una donna imbacuccata che
corre sotto il suo ombrello inzuppato
e le altalene vuote che dondolano stanche cigolando
e l’erba fradicia che odora di umido.
Piove…..…..piove…..…..piove…..
Gruppo di 18enni in macchina fermi al semaforo,
con fare ammiccante:
“Hei belle vagnone, volete un passaggio?”
Io:
“Per l’asilo?”
Gruppo di 18enni:
“…..”